Paccuzzette e fagioli

novembre 16, 2007

La “paccuzzetta” e il nome con cui nel dialetto del mio paese è indicata questo tipo di pasta fresca. Si tratta di una specie di maltagliato, un po’ più piccolo e più spesso, fatto in origine di farina di grano tenero e acqua. Attualmente si aggiunge una minima quantità d’ uovo (uno ogni 5-6 porzioni) che aiuta a reggere un po’ l’ impasto in cottura.

Tradizionalmente viene preparato a minestra con i fagioli poverelli, che altro non sono che una specie di borlotto piccolo e dalla buccia tenerissima coltivato nella zona.

Da due anni a questo piatto è dedicata una sagra, in occasione della quale alcune donne del paese impastano rigorosamente a mano le paccuzzette al mattino per la festa della sera.

Paccuzzette e fagioli (8 persone)

Ingredienti:

Passata di pomodoro casalinga 1 bottiglia

Cipolla, sedano, carota

Olio buono

Fagioli lessati 750 gr

Farina di grano tenero “o” 400 gr

Uovo 1

Sale, peperoncino, pecorino

Procedimento: avviare il sugo di pomodoro. Tritare con la mezzaluna cipolla, sedano e carota (in tutto servono 2-3 cucchiai di trito) , metterli in una casseruola capiente con un mezzo bicchier d’ olio. Lasciare appassire gli odori, quindi aggiungere la passata di pomodoro e fare restringere della metà. Nel frattempo impastare le paccuzzette: fare la fontana con la farina, rompere al centro l’ uovo e aggiungere acqua fino ad ottenere un impasto sodo ed elastico. Stenderlo col matterello ad uno spessore di 3 mm circa, tagliare la “pettola” di pasta ottenuta a strisce larghe circa 10 cm, sovrapporle cospargendo abbondantemente di farina, quindi tagliare con un grosso coltello a lama liscia la striscia in diagonale prima in un senso e poi nell’ altro, ottenendo dei quadretti o rombi a piacere.

Aggiungere alla salsa di pomodoro che sarà ormai pronta i fagioli e l’ acqua necessaria a contenere le paccuzzette. Riportare ad ebollizione, quindi tuffarvele dentro scuotendo la farina in eccesso con l’ aiuto di un setaccio o di una fruscella per la ricotta. Cuocere rimestando ogni tanto e aggiungere altra acqua se necessario, il risultato non deve essere molto asciutto ma piuttosto morbido. A cottura ultimata, spegnere e lasciare riposare la minestra alcuni minuti nella pentola. Servire con peperoncino e pecorino a parte.


Pasta e ceci al rifugio

settembre 24, 2007

Pasta e ceci

Anche questa domenica il tempo ci ha consentito di andare in montagna. La pulizia del rifugio è quasi ultimata, il camino funziona, c’è da sistemare la cisterna per l’ acqua piovana è il lavabo, dopo la vendemmia probabilmente finiremo questi ultimi lavori e proveremo ad “abitarci” per il fine settimana. Il piatto del giorno è stata la pasta e ceci.

Rifugio

Pasta e ceci 8 persone

Ingredienti:

Ceci secchi gr 500

Pasta tipo ditali gr 500

Olio buono

Aglio, salvia, alloro, rosmarino, peperoncino fresco sott’ olio, sale.

Procedimento: mettere a bagno i ceci la sera precedente. Al mattino risciacquarli, metterli nella pentola, coprire con abbondante acqua, aggiungere l’ alloro e il rosmarino, uno spicchio d’ aglio e un filo d’ olio. Portare ad ebollizione e lasciar cuocere fino a completa cottura dei ceci. Ci vorranno alcune ore. A cottura ultimata valutare la quantità di brodo, ne occorrono circa 2 litri, toglierne o aggiungere acqua se necessario. Salare, riportare a bollore e aggiungere i ditali. Portare a cottura mescolando ogni tanto, quindi spegnere la fiamma e preparare il soffritto: lasciare andare con un po’ d’ olio fino a leggera doratura 3 spicchi d’ aglio schiacciati e una decina di foglie di salvia. Togliere l’ aglio, se non piace, e unire l’ olio caldo alla minestra, mescolare bene e servire col peperoncino a parte.

Per una minestra cremosa passare al passaverdura parte dei ceci prima di aggiungere la pasta.