La torta alle more

novembre 21, 2007

Oggi è il mio compleanno. Tra una torta bella e una torta buona, ho scelto la seconda. Questa cosa per nulla attrente, per di più fotografata in modo pessimo e frettoloso su un vassoio di plastica prima che i miei amici la spazzolassero via, vi assicuro che è un dolce di grande equilibrio e carattere, in cui il sapore delle more e del rum è spiccato ma non copre la morbidezza della ricotta e della panna fresca. Con lo strutto fatto in casa, la ricotta di pecora freschissima, le more raccolte in estate e conservate sotto sciroppo è facile avere grandi risultati, quindi li consiglio vivamente. Per di più è robusto, trasportabile, non necessita di frigo, ideale per un pic nic sulla prima neve.

Ho incautamente provato a cuocere la torta in un fornetto da tavolo, non è stata una buona scelta, il fondo non è venuto cotto alla perfezione, cosa che con il “bestio” di 3 kwh non era mai accaduta. Non si finisce mai di imparare.

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Ingredienti pasta frolla:

Farina di grano tenero “oo” gr 600

Zucchero gr 300

Strutto casalingo (o burro) gr 250

2 uova più un tuorlo

1 arancia

Ingredienti ripieno:

Savoiardi circa 200 gr

More sciroppate un vasetto da 400 gr  sciroppo compreso

Ricotta ovina gr 700

Rum due bicchieri

7 tuorli d’ uovo

Panna fresca 200 gr

Zucchero g 200  + 2 cucchiai

Procedimento: Preparare la frolla. Intridere la farina con lo strutto fino ad ottenere un briciolame, disporlo a fontana e mettervi al centro lo zucchero, le uova e la buccia del’ arancia grattugiata a minuscoli filetti. Lavorare velocemente per non far scaldare la pasta, quindi farne una palla e tenerla in frigo.

Sgocciolare le more dal loro sciroppo. In una padella fare sciogliere una noce di strutto con i due cucchiai  di zucchero, rosolare nel caramello ottenuto le more, dopo qualche istante aggiungere una generosa spruzzata di rum e fiammeggiare.

Per il ripieno, amalgamare la ricotta con la panna fresca non montata, lo zucchero, i tuorli e tenere da parte.

Stendere la pasta frolla a circa mezzo cm di spessore, foderarvi uno stampo da torta di 30 cm di diametro unto di strutto e infarinato.

Mettere in una ciotola il rum rimasto con lo sciroppo delle more. Passarvi velocemente i savoiardi, uno allal volta, in modo che assorbano un po’ del liquido senza inzupparsi eccessivamente. Disporre i savoiardi sul fondo di pasta frolla ben affiancati, spezzandoli per coprirlo uniformemente. Distribuire sullo strato di biscotti le more col loro fondo di cottura. Coprire il tutto con la crema di ricotta, quindi decorare a piacere con strisce di pasta frolla.

Cuocere in forno a 180° per circa 40 minuti, posizionando la teglia piuttosto verso il basso. Regolarsi comunque col colore, la frolla non deve assolutamente scurirsi.


Bignè al cioccolato

ottobre 14, 2007

Rieccomi dopo lungo silenzio. Vendemmia e tante altre piacevoli cose mi hanno tenuta lontana dal mio blog.

Riprendiamo dai bignè. E’ un dolce che faccio spesso perchè è pratico, più facile di quello che sembra. I bignè si possono fare con un minimo di anticipo, così pure la crema. Meglio farcirli però poche ore prima del consumo.

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La salsa dolce di fine estate

settembre 19, 2007

Crema di pesche e cacaoEccomi qui ad affrontare le pesche trascurate ieri.

Questa simil-marmellata mi piace troppo, la metto ovunque posso, nello yogurt, sulla crema pasticcera, sulla panna cotta, sul gelato, ma la goduria più assoluta è al cucchiaio, direttamente dal barattolo. Ci andrebbero le mandorle, questa volta, per investire bene un pò di nocciole avanzate dai tartufini, più pochi grammi di nocciole in granella rimasti dalla decorazione di una torta, ci ho messo: mandorle pelate, mandorle non pelate, nocciole in granella, nocciole intere!

Ingredienti:

Pesche molto mature circa 4 kg

Zucchero gr 750

Mandorle e/o nocciole gr 300

Cacao amaro equo gr 100

Rum o altro distillato a piacere un bicchiere

Procedimento: passare al passaverdura manuale le pesche tagliate a pezzetti (se non ne avete voglia fate col frullatore, ma vi verrà una cremazza appiccicosa invece dell’ originale, a goduriosissimi micropezzettini. Metterle in una pentola capace, aggiungere buona parte dello zucchero e cominciare a far cuocere. Nel frattempo tritare con lo zucchero rimasto la frutta secca. Aggiungere il trito alle pesche, aggiungere il cacao e continuare a far bollire finchè la consistenza è di vostro gusto. A me piace piuttosto fluida, quindi faccio bollire solo una decina di minuti. Fuori dal fuoco , aggiungere il rum, mescolare, assaggiare, correggere di rum e cacao seguendo l’ intuito. Versare la crema in vasetti di vetro, chiuderli bene e sterilizzarli a bagnomaria per 20-30 minuti. Non essendo una vera e propria marmellata, per la minore concentrazione di zucchero, il vasetto una volta aperto va tenuto in frigo e consumato entro breve tempo. L’ ho tenuta fino ad un anno e non si è rovinata, oltre non so!

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Ciambelle al Vino ( o di San Michele)

settembre 14, 2007

Ciambelle al vino

Per cominciare, qualcosa di tipico del mio paesello. Queste ciambelle tradizionalmente vengono portate in processione in occasione della festa del patrono, S. Michele. Semplicissime, buone, contengono e si accompagnano al vino. Al termine del pranzo o della cena, sulla tovaglia piena di briciole e di macchie di salsa di pomodoro, sono un’ ottima scusa per attardarsi in compagnia degli amici.

Ciambelle di San Michele

Ingredienti:

  • 1,8 kg di farina di grano tenero tipo “O”
  • 0,5 kg di zucchero
  • 0,5 l di vino rosso
  • 0,5 l di olio buono
  • 2 uova
  • 2 cucchiai di semi di anice
  • una bustina di lievito per dolci
  • poco zucchero e olio per la cottura

Procedimento:

Fare la fontana con la farina e lo zucchero, i semi di anice e il lievito. Mettere al centro le uova, il vino e l’ olio. Impastare ottenendo una consistenza tipo pasta per gli gnocchi, se serve aggiungere farina.

Dividere l’ impasto in 4 parti per ottenere le ciambelle grandi da processione, in circa 100 parti per le ciambelline piccole.

Intrecciare ogni pezzo come nella foto ottenendo le ciambelline, passarle nello zuccherofoto-ottobre-2003-279.jpg

e disporle su una placca da forno unta d’ olio. Cuocere a circa 180 gradi finchè saranno ben dorate. Si conservano anche un mese, sono ideali per accompagnare un buon bicchiere di vino.


Bignè al limone

settembre 11, 2006


Sabato pomeriggio, invito inaspettato, tutta la famiglia dispersa sui divani, nessuno ha voglia di uscire, ok, facciamo un dolcetto da portare alla cena.

Frigo quasi deserto, un po’ di uova, fortuna che c’è il burro, basta aggiungere farina, zucchero e latte per avere tutto il necessario a fare dei bignè.

Va detto che non sono a casa mia ma in vacanza dai miei, chissà come funziona sto forno, e queste teglie di ferro invece delle mie
adorate di alluminio pesante..

Ecco la ricetta, facile ma un po’ lunga, l’ ideale per trascorrere due ore in relax. Leggi il seguito di questo post »