Pasta e ceci al rifugio

settembre 24, 2007

Pasta e ceci

Anche questa domenica il tempo ci ha consentito di andare in montagna. La pulizia del rifugio è quasi ultimata, il camino funziona, c’è da sistemare la cisterna per l’ acqua piovana è il lavabo, dopo la vendemmia probabilmente finiremo questi ultimi lavori e proveremo ad “abitarci” per il fine settimana. Il piatto del giorno è stata la pasta e ceci.

Rifugio

Pasta e ceci 8 persone

Ingredienti:

Ceci secchi gr 500

Pasta tipo ditali gr 500

Olio buono

Aglio, salvia, alloro, rosmarino, peperoncino fresco sott’ olio, sale.

Procedimento: mettere a bagno i ceci la sera precedente. Al mattino risciacquarli, metterli nella pentola, coprire con abbondante acqua, aggiungere l’ alloro e il rosmarino, uno spicchio d’ aglio e un filo d’ olio. Portare ad ebollizione e lasciar cuocere fino a completa cottura dei ceci. Ci vorranno alcune ore. A cottura ultimata valutare la quantità di brodo, ne occorrono circa 2 litri, toglierne o aggiungere acqua se necessario. Salare, riportare a bollore e aggiungere i ditali. Portare a cottura mescolando ogni tanto, quindi spegnere la fiamma e preparare il soffritto: lasciare andare con un po’ d’ olio fino a leggera doratura 3 spicchi d’ aglio schiacciati e una decina di foglie di salvia. Togliere l’ aglio, se non piace, e unire l’ olio caldo alla minestra, mescolare bene e servire col peperoncino a parte.

Per una minestra cremosa passare al passaverdura parte dei ceci prima di aggiungere la pasta.

 


Ricotta fresca di suocera d’ oro!

settembre 22, 2007

Ricotta

Questa non è una ricetta ma un omaggio a quella santa donna di mia suocera, che oggi pomeriggio con il latte delle caprette appena munto ha fatto una forma di formaggio e poi questa ricottina, arrivata tiepida e gocciolante giusto per l’ ora della merenda.

Al più presto scriverò dettagliatamente della caseificazione casalinga.


Fusilli con la salsa e pubblicità occulta

settembre 21, 2007

Fusilli con la salsa

Quando si ha tanto da fare conviene scegliere una ricetta a cottura lunga. Questo perchè di norma le cose che vanno lasciate ore sul fuoco necessitano di una breve preparazione. L’ ingrediente tempo arricchisce il cibo in maniera straordinaria, e se il tempo non possiamo concederlo noi, lasciamo che lo conceda la fiamma.

Tutto questo sproloquio per dire che oggi, avendo tante ore da passare alla macchina da cucire, al mattino ho avviato il sugo di carne. Come si fa lo sanno tutti, ma questo è un blog di ricette, e quindi la metto.

 

Ingredienti:

Carne di manzo di taglio povero 1 kg

Cipolla, sedano, carota

Olio buono 3 cucchiai

Bottiglie di passata di pomodoro casalinga 3

Alloro, rosmarino, basilico

Sale, pepe

Procedimento: ridurre la cipolla, il sedano e la carota in un trito non troppo sottile. Lasciarlo appassire nell’ olio a fiamma moderata, quando la cipolla sarà traslucida aggiungere la carne, in un solo pezzo o a tranci, secondo il gusto. Farla rosolare da tutti i lati, quindi coprire col pomodoro, aggiungere gli odori, il sale e una macinata di pepe.

Coprire col coperchio senza chiudere del tutto la pentola, per permettere al sugo di ridursi. Cuocere a fiamma bassissima per circa 3 ore, la salsa non deve bollire ma appena “pippiare”.

Pasta de cecco

 

Visto che in questi giorni si parla tanto tra i food blogger di pubblicità più o meno mascherata nei post, metto anche io il mio contributo mostrando la marca che uso, che coniuga secondo me il gusto con la tasca. Il formato in questione sono gli spiritosi fusilli bucati corti. Quelli lunghi sono ancora più buoni, ma non mi andava di lavare la tovaglia.

Adesso aspetto fiduciosa che la ditta in questione mi contatti per l’ adeguata retribuzione!

 


Il pesto nel mortaio di Adriano

settembre 20, 2007

Linguina al pesto

Ammetto che il sapore è uguale a quello del frullatore, ammetto pure che sapendo usare bene il diabolico aggeggio si riesce ad ottenere un pesto in cui il basilico, le noci e il formaggio non diventano una pappina da neonato…però…però…vuoi mettere il piacere di pestare le foglioline tenere, il tocco del legno, del marmo, il rumore sordo che accompagna il gesto….

e vuoi mettere il piacere di avere in cucina un mortaio come questo, che Adriano, genovese originale, mi ha REGALATO!!!! dopo averlo trovato in una vecchia casa di famiglia che stava ristrutturando???

Mortaio Adriano

 

Linguine al pesto

Ingredienti per 4 persone:

Basilico, un bel mazzetto

Noci, una manciata

Aglio uno spicchio

Olio buono, un mezzo bicchiere

Sale

Pecorino e parmigiano 3 cucchiai

Linguine gr 400

Procedimento: Cominciare a pestare nel mortaio il basilico, pulito ed asciugato, col sale. La granulosità del sale aiuta a triturare le foglie. Aggiungere l’ aglio e cominicare con le noci. Tutti gli ingredienti vanno aggiunti poco alla volta, incorporati man mano alla crema. Proseguire con i formaggi e l’ olio, procedendo piuttosto mescolando che pestando, per evitare di far schizzare tutto fuori dal mortaio. Lessare le linguine al dente, non scolarle eccessivamente e condire col pesto, a piacere completare a tavola con altro pecorino e peperoncino.


La salsa dolce di fine estate

settembre 19, 2007

Crema di pesche e cacaoEccomi qui ad affrontare le pesche trascurate ieri.

Questa simil-marmellata mi piace troppo, la metto ovunque posso, nello yogurt, sulla crema pasticcera, sulla panna cotta, sul gelato, ma la goduria più assoluta è al cucchiaio, direttamente dal barattolo. Ci andrebbero le mandorle, questa volta, per investire bene un pò di nocciole avanzate dai tartufini, più pochi grammi di nocciole in granella rimasti dalla decorazione di una torta, ci ho messo: mandorle pelate, mandorle non pelate, nocciole in granella, nocciole intere!

Ingredienti:

Pesche molto mature circa 4 kg

Zucchero gr 750

Mandorle e/o nocciole gr 300

Cacao amaro equo gr 100

Rum o altro distillato a piacere un bicchiere

Procedimento: passare al passaverdura manuale le pesche tagliate a pezzetti (se non ne avete voglia fate col frullatore, ma vi verrà una cremazza appiccicosa invece dell’ originale, a goduriosissimi micropezzettini. Metterle in una pentola capace, aggiungere buona parte dello zucchero e cominciare a far cuocere. Nel frattempo tritare con lo zucchero rimasto la frutta secca. Aggiungere il trito alle pesche, aggiungere il cacao e continuare a far bollire finchè la consistenza è di vostro gusto. A me piace piuttosto fluida, quindi faccio bollire solo una decina di minuti. Fuori dal fuoco , aggiungere il rum, mescolare, assaggiare, correggere di rum e cacao seguendo l’ intuito. Versare la crema in vasetti di vetro, chiuderli bene e sterilizzarli a bagnomaria per 20-30 minuti. Non essendo una vera e propria marmellata, per la minore concentrazione di zucchero, il vasetto una volta aperto va tenuto in frigo e consumato entro breve tempo. L’ ho tenuta fino ad un anno e non si è rovinata, oltre non so!

2006-9-290.jpg


Orecchiette col cavolfiore verde

settembre 18, 2007

img_9961.jpg

Si preannunciava una pigra domenica a casa, coccolata dal tepore di settembre mi figuravo alle prese con conserve alle pesche…. invece quel buontempone di mio marito assieme a due suoi degni compari decide di andare in montagna per “ristrutturare abusivamente” una vecchia casetta ad uso pastorizia che giace da sempre abbandonata in una piccola valle custodita tra le montagne abruzzesi.

Pastori abruzzesi

Eccomi in pochi minuti assoldata per a) preparare un veloce ma sostanzioso pasto, b) tinteggiare le pareti interne del rifugio, c) eventueli e varie. Mi lasciano scegliere il colore delle pareti, che adesso splendono di un solare giallo, come l’ interno di certe pesche da vino. Per il pranzo, ecco qui:

 

Orecchiette al cavolfiore verde

Ingredienti:

Orecchiette secche 600 gr

Cavolfiore verde 1

Olio buono

Filetti di acciuga salati 4

Aglio 2 spicchi

Pecorino grattugiato

Sale

Peperoncino

Procedimento: Portare a bollore abbondante acqua salata. Pulire a dividere a cimette il cavolfiore. Tuffarle nell’ acqua bollente, attendere la ripresa del bollore e “calare” anche le orecchiette. Nel frattempo in una grossa padella far andare nell’ olio gli spicchi d’ aglio e un pezzo di peperoncino. Togliere dal fuoco e sciogliere nella padella le acciughe dissalate. Scolare la pasta e il cavolfiore e farli saltare nella padella a fuoco vivace finche il tutto non risulti ben mantecato. Servire con pecorino a piacere.


Insalata di mare in formina

settembre 18, 2007

Insalata di mare

Questo fine settimana ho cucinato a sprazzi. Sabato mentre cercavo di dare un senso alla casa mi è riuscito di mettere assieme l’ insalata di mare, anche per usare il pesce incautamente comprato il venerdì in quantità eccessiva. La ricetta non esiste, nel senso che si va a occhio e a gusto, comunque scrivo quello che ho usato questa volta:

Ingredienti per 4 stampi da 90 cc l’ uno:

un polpo, circa 700 gr

cozze 1 kg

code di gamberi col guscio 200 gr

olio, limone, sale, prezzemolo, pepe

Procedimento:

Il polpo lo lesso senza acqua, mi sembra che venga meglio, lo sciacquo e senza sgocciolarlo troppo lo metto in una pentola pesanta, che abbia un coperchio che chiuda bene. E’ cotto quando i tentacoli nella parte più spessa si bucano facilmente con una forchetta.Polpi lessi

Le cozze le apro facendole saltare a fuoco vivo con un filo d’ olio e una generosa macinata di pepe. I gamberi li tuffo in poca acqua salata in cui bollono alcuni gambi di prezzemolo. Sono cotti dopo pochi minuti.

Appena il polpo è cotto, lo taglio a pezzi con le forbici e lo metto in una ciotola, aggiungo le cozze e i gamberi sgusciati. Condisco con un filo d’ olio buono, in genere non serve aggiungere sale, il limone e il prezzemolo mi piace metterli a tavola.

Questa volta, per dare l’ idea di aver cucinato con un po’ più attenzione, ho messo l’ insalata ancora tiepida negli stampi da creme-caramel, appena unti d’ olio. Sul fondo ho messo due gamberi interi, poi l’ insalata a pezzetti. Il tutto si è assemblato alla perfezione, pur non risultando colloso.

Visto che quando le cose riescono bene il gusto è rovinarle, ho riesumato un avanzo di lenticchie di S. Stefano di Sessanio dal frigo, le ho ammorbidite col brodo delle cozze (mica potevo buttarle via!) e ho provato ad accompagnarle ad uno degli sformati di polpo:

Insalata di polpo e lenticchie

Risultato del sondaggio fatto a tavola: Figlio1=buone le lenticchie brutta l’ insalata; Figlio2=buona l’ insalata le lenticchie bleah! Marito=le lenticchie stanno bene con le cozze non col polpo, troppo contrasto caldo freddo. Secondo me, le lenticchie col brodo di cozze son buone assai, sfrutterò l’ abbinamento per fare una minestra di cozze, lenticchie e ditaloni, in questo caso, ho perso un occasione di stare ferma e non fare danni!