
La “paccuzzetta” e il nome con cui nel dialetto del mio paese è indicata questo tipo di pasta fresca. Si tratta di una specie di maltagliato, un po’ più piccolo e più spesso, fatto in origine di farina di grano tenero e acqua. Attualmente si aggiunge una minima quantità d’ uovo (uno ogni 5-6 porzioni) che aiuta a reggere un po’ l’ impasto in cottura.
Tradizionalmente viene preparato a minestra con i fagioli poverelli, che altro non sono che una specie di borlotto piccolo e dalla buccia tenerissima coltivato nella zona.
Da due anni a questo piatto è dedicata una sagra, in occasione della quale alcune donne del paese impastano rigorosamente a mano le paccuzzette al mattino per la festa della sera.
Paccuzzette e fagioli (8 persone)
Ingredienti:
Passata di pomodoro casalinga 1 bottiglia
Cipolla, sedano, carota
Olio buono
Fagioli lessati 750 gr
Farina di grano tenero “o” 400 gr
Uovo 1
Sale, peperoncino, pecorino
Procedimento: avviare il sugo di pomodoro. Tritare con la mezzaluna cipolla, sedano e carota (in tutto servono 2-3 cucchiai di trito) , metterli in una casseruola capiente con un mezzo bicchier d’ olio. Lasciare appassire gli odori, quindi aggiungere la passata di pomodoro e fare restringere della metà. Nel frattempo impastare le paccuzzette: fare la fontana con la farina, rompere al centro l’ uovo e aggiungere acqua fino ad ottenere un impasto sodo ed elastico. Stenderlo col matterello ad uno spessore di 3 mm circa, tagliare la “pettola” di pasta ottenuta a strisce larghe circa 10 cm, sovrapporle cospargendo abbondantemente di farina, quindi tagliare con un grosso coltello a lama liscia la striscia in diagonale prima in un senso e poi nell’ altro, ottenendo dei quadretti o rombi a piacere.

Aggiungere alla salsa di pomodoro che sarà ormai pronta i fagioli e l’ acqua necessaria a contenere le paccuzzette. Riportare ad ebollizione, quindi tuffarvele dentro scuotendo la farina in eccesso con l’ aiuto di un setaccio o di una fruscella per la ricotta. Cuocere rimestando ogni tanto e aggiungere altra acqua se necessario, il risultato non deve essere molto asciutto ma piuttosto morbido. A cottura ultimata, spegnere e lasciare riposare la minestra alcuni minuti nella pentola. Servire con peperoncino e pecorino a parte.
Pubblicato da aleaq 
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